Due spicci di ZeroCalcare: leadership e responsabilità nel tempo della fragilità

Due spicci di Zerocalcare non racconta solo l’età adulta e le fragilità di una generazione: parla soprattutto di leadership generativa. Una leadership che non coincide con il dominio, il controllo o l’illusione di avere sempre risposte, ma con la capacità di creare condizioni, legami e fiducia. Guidare, oggi, significa stare nella complessità, riconoscere la vulnerabilità propria e altrui, trasformare il potere in “poter fare” per gli altri. La vera responsabilità è oggi la capacità di cura della comunità e la costruzione di uno spazio in cui riconoscersi.

Cinque secondi

In Cinque Secondi, Paolo Virzì firma uno dei suoi film più maturi e più delicati. Lo fa tornando a un cinema che parla piano, ma che lascia il segno, mettendo al centro la cura: della terra, delle relazioni, del tempo, della vita. Tutto comincia da una vigna abbandonata, da una terra lasciata andare come laContinua a leggere “Cinque secondi”

“Un semplice incidente”: il cinema come atto di resistenza e verità

In “Un semplice incidente”, Jafar Panahi, regista iraniano che per 14 anni non ha potuto lasciare il proprio paese, torna a fare ciò che il regime iraniano gli ha proibito, ma che non potrà mai impedirgli: fare cinema come forma di verità, come gesto politico, come atto di libertà. Un uomo ha un incidente d’autoContinua a leggere ““Un semplice incidente”: il cinema come atto di resistenza e verità”

Tre Ciotole per ricordare che (anche) la felicità è una scelta

Imparare a lasciare andare. È questo il messaggio di Tre Ciotole, il libro postumo di Michela Murgia, che ha ispirato – solo ispirato, perché il film prende poi altre strade narrative – l’opera cinematografica.Le tre ciotole rappresentano tre momenti fondamentali dell’esistenza, tre passaggi simbolici che segnano il nostro modo di rendere generativo il cambiamento.Le treContinua a leggere “Tre Ciotole per ricordare che (anche) la felicità è una scelta”

Komorebi: quella luce che emana dalle cose semplici

Komorebi è un richiamo che compare nei titoli di coda dell’ultimo film di Wim Wenders. Perfect Days. Una sorta di chiave di lettura retrospettiva offerta agli spettatori dal regista. È una parola giapponese, composta dai caratteri albero (木), splendore (漏れ) e sole (日), che indica proprio quell’effetto di luce che filtra tra gli alberi, cheContinua a leggere “Komorebi: quella luce che emana dalle cose semplici”