C’è una frase infelice che viene pronunciata spesso con leggerezza, ma che leggera non è: . Molte volte diventa un giudizio, una forma di esclusione. Una porta chiusa in faccia. Un piccolo atto di bullismo simbolico, tanto più doloroso perché spesso arriva da donne verso altre donne.
Come se la maternità fosse l’unica misura possibile della profondità femminile. Come se una donna, per essere pienamente donna, dovesse necessariamente essere madre. Come se la capacità di comprendere, amare, proteggere, educare, accompagnare, custodire, dipendesse solo dall’aver generato un figlio. Ma non è così.
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Il divario di genere raccontato dai numeri
Il Rendiconto di genere 2025 dell’INPS non è soltanto un documento statistico. È la fotografia di una disuguaglianza che attraversa tutta la vita delle donne italiane.
Novantadue pagine di dati che documentano come il divario di genere non sia un incidente del sistema, ma il risultato di un sistema che continua a funzionare in modo strutturalmente diseguale.
8 marzo: mentre celebriamo le donne, si smantellano gli strumenti per la parità
Parlare di diritti delle donne significa parlare di lavoro, di salari, di autonomia economica e di politiche pubbliche capaci di ridurre davvero il divario di genere. Perché la parità non si celebra, si costruisce ogni giorno.
Algoritmi, potere e responsabilità: la parità di genere come sfida democratica dell’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale non è neutrale. È uno specchio sofisticato delle società che la producono, dei dati che la alimentano, delle gerarchie che la attraversano. Per questo parlare di bias negli algoritmi non è un esercizio tecnico per addetti ai lavori, ma una questione politica, culturale e democratica. Gli algoritmi apprendono dai dati. E i datiContinua a leggere “Algoritmi, potere e responsabilità: la parità di genere come sfida democratica dell’intelligenza artificiale”
A trent’anni dalla Legge 66: difendere il consenso significa difendere la libertà delle donne
Nel 1996 l’Italia compì una delle più importanti svolte di civiltà della sua storia repubblicana. Con l’approvazione della Legge 15 febbraio 1996 n. 66, la violenza sessuale cessò di essere considerata un reato contro la morale pubblica e divenne finalmente un reato contro la persona. Non fu soltanto una modifica tecnica del codice penale, maContinua a leggere “A trent’anni dalla Legge 66: difendere il consenso significa difendere la libertà delle donne”
Leadership: la corsa ad ostacoli delle donne
Questo periodo di grandi mutamenti ha accelerato molti processi di cambiamento che se non ben affrontate contribuiranno però ad aumentare il divario tra i generi. I processi di transizione ecologica e digitale richiedono il mutamento rapido anche dei paradigmi di leadership.
Città a misura (anche) di donna
Le città non sono neutre, anzi. Ma siamo noi che possiamo decidere se farle essere di tutte e tutti o solo a misura di alcuni. Il disegno di una città è infatti il risultato dello <sguardo> sulla città. E’ il derivato di come la città viene guardata ed ‘interpretata’. E’ quindi una questione di prospettiva.Continua a leggere “Città a misura (anche) di donna”
Le donne: una maggioranza che in Italia è ancora minoranza
Della leadership delle donne c’è un bisogno enorme, a tutti i livelli.
E non solo per un principio di equità sancito dalla Costituzione. Eppure le donne in Italia sono ancora minoranza.
L’inganno della presunta ‘eccellenza’
Da più parti torna ad emergere la questione della scelta di una Donna per il ruolo di Presidente della Repubblica. Fioccano gli appelli ed in molte esclamano: <E’ il momento!> A dire il vero sono almeno 32 anni che ‘sarebbe’ il momento. Lo disse già Nilde Iotti nel 1990. E’ un ‘momento’ che è invecchiatoContinua a leggere “L’inganno della presunta ‘eccellenza’”