Francesca Morvillo è stata troppo spesso raccontata asolsd Giionni Falcone. Accanto, certo. Per amore, per scelta, per destino condiviso, per quella vita blindata e dolorosa che entrambi avevano accettato di attraversare. Ma accanto non significa dietro. Accanto non significa minore. Accanto non significa ombra. Francesca Morvillo non è stata “la moglie di Giovanni Falcone”. ÈContinua a leggere “Francesca Morvillo, magistrata e donna libera”
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E se invece di nor(male), fossimo nor(bene)?
Dentro la parola c’è una piccola provocazione nascosta: c’è la parola . Non è una questione etimologica. È piuttosto un gioco di senso, una suggestione, una di quelle coincidenze linguistiche che però aiutano a guardare meglio dentro le parole che usiamo ogni giorno senza più interrogarle.
Madri per cura
C’è una frase infelice che viene pronunciata spesso con leggerezza, ma che leggera non è: . Molte volte diventa un giudizio, una forma di esclusione. Una porta chiusa in faccia. Un piccolo atto di bullismo simbolico, tanto più doloroso perché spesso arriva da donne verso altre donne.
Come se la maternità fosse l’unica misura possibile della profondità femminile. Come se una donna, per essere pienamente donna, dovesse necessariamente essere madre. Come se la capacità di comprendere, amare, proteggere, educare, accompagnare, custodire, dipendesse solo dall’aver generato un figlio. Ma non è così.
Empowerment femminile: non basta dare spazio alle donne, bisogna cambiare lo spazio
Per molto tempo l’empowerment femminile è stato raccontato come un percorso individuale: una donna che prende consapevolezza di sé, supera i propri limiti, conquista sicurezza, impara a farsi valere, rompe il soffitto di cristallo. È una narrazione importante, ma non basta. Perché se l’empowerment resta soltanto una questione di forza personale, rischia di diventare l’ennesimaContinua a leggere “Empowerment femminile: non basta dare spazio alle donne, bisogna cambiare lo spazio”
Il tempo necessario per immaginare ciò che ancora non c’è
Viviamo immersi in un tempo che premia la velocità: rispondere subito, produrre subito, decidere subito, reagire subito. La rapidità è diventata quasi una misura del valore: chi è veloce sembra più competente, più efficiente, più adatto al presente. Eppure, ciò che conta davvero raramente nasce nella velocità. Le idee più profonde, le intuizioni più generative,Continua a leggere “Il tempo necessario per immaginare ciò che ancora non c’è”