Creative Zone

Per agire nel cambiamento bisogna prima di tutto spostare la prospettiva da noi agli altri e puntare lo sguardo verso l’esterno.

Avere uno sguardo verso l’esterno, non significa lasciarsi andare al giudizio, determinare se tale percezione sia giusta o sbagliata, ma riconoscere che esistono molteplici prospettive e limitiamo noi stessi quando ci ostiniamo a rimanere fermi in una sola posizione.

Ampliando lo sguardo, oltre le nostre convinzioni, lasciamo invece generare quella necessaria consapevolezza che migliora le nostre interazioni e i nostri comportamenti. E ci apre al nostro io più autentico.

Scoprirci per quello che siamo, vulnerabili e imperfetti, ci fa però sentire ‘scoperti’ e allora per difenderci dai nostri attacchi o da quelli degli altri togliamo valore a quello che facciamo, ridimensioniamo ciò che pensiamo.

In questo modo reprimiamo la nostra creatività, che è le dimensione in cui si esprime la nostra autenticità.

Quello che dobbiamo invece fare è allora proteggere il nostro ‘io creativo’ dal senso di imperfezione e costruire invece un senso di ‘imperfetta meraviglia’.

Rifiutare i pensieri negativi, cattivi consiglieri,  e sostituirli invece con una dimensione generativa dei nostri pensieri. I pensieri negativi non ci fanno bene, non ci prevengono dagli errori, non ci preservano cioè dalle delusioni, ma ci impediscono di fare.

Brené Brown sostiene: <La vulnerabilità non è debolezza, e l’incertezza, il rischio e l’esposizione emotiva che affrontiamo ogni giorno non sono opzionali. La scelta dipende sempre da noi ed è una questione di impegno. La volontà di mettere in gioco la nostra vulnerabilità determina la profondità del nostro coraggio e la chiarezza del nostro scopo; al contrario, il livello con cui ci proteggiamo dall’essere vulnerabili è una misura della nostra paura e disconnessione>.

La scelta dipende sempre da noi, dalla nostra voglia di metterci in gioco per sperimentare percorsi nuovi e sperimentare le nostre dimensioni di crescita. Da quanto abbiamo voglia di allontanarci dalla nostra comfort zone per entrare nella creative zone.

Il nostro percorso creativo di crescita non è però mai lineare. Può avere dei momenti di grande energia e dei momenti di stasi (che sono in realtà fasi di preparazione della fase creativa). Dobbiamo imparare a riconoscere i flussi e seguire la nostra onda emotiva, facendo sempre attenzione solo a ‘non rimanere fermi’. Anche quando non sentiamo dentro di noi la forza creativa, non dobbiamo scoraggiarci, ma fare invece dei gesti di gentilezza verso noi stessi, concedendoci di fermarci un attimo e sintonizzarci meglio con le nostre emozioni.

<Non si può attraversare l’oceano, se non si ha il coraggio di lasciare la riva> Cristoforo Colombo

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