Tre Ciotole per ricordare che (anche) la felicità è una scelta

Imparare a lasciare andare. È questo il messaggio di Tre Ciotole, il libro postumo di Michela Murgia, che ha ispirato – solo ispirato, perché il film prende poi altre strade narrative – l’opera cinematografica.
Le tre ciotole rappresentano tre momenti fondamentali dell’esistenza, tre passaggi simbolici che segnano il nostro modo di rendere generativo il cambiamento.
Le tre ciotole sono tre gesti simbolici di consapevolezza – svuotare, riempire, offrire – che ci indicano come attraversare le trasformazioni inevitabili della vita e come, da ogni crisi, possa nascere un nuovo modo di essere e di stare nel mondo.
La prima è la ciotola che si svuota. È il momento in cui qualcosa finisce: un amore, un lavoro, un equilibrio. Svuotarla significa lasciare andare ciò che non serve più, liberarsi di ciò che appesantisce. È un atto di consapevolezza e di libertà.
Non è rinuncia: è scelta. È dire “non tutto deve restare” e accettare che il cambiamento parte da un vuoto necessario.
La seconda ciotola si riempie. Quando svuotiamo, possiamo riempire di nuovo, ma in modo diverso. Scegliendo cosa merita spazio: relazioni autentiche, tempo per sé, valori, priorità vere.
È il tempo della cura, della ricostruzione, della rinascita.
La terza è la ciotola che si offre agli altri. E lo può fare solo dopo che si è svuotata e riempita di senso.
La trasformazione non resta solo dentro di noi: diventa relazione, dono, condivisione.
Offrire la propria ciotola è condividere ciò che abbiamo imparato, costruire legami nuovi, generare senso insieme agli altri.

Troppo spesso continuiamo a riempire il nostro tempo senza misura: di impegni che ci sovraccaricano, di aspettative che ci consumano, di relazioni che non nutrono, di pensieri che appesantiscono.
E più aggiungiamo, più perdiamo il senso di ciò che conta davvero.
Tre Ciotole ci accompagna proprio verso quel punto di svolta: il momento di verità in cui ci accorgiamo che la nostra ciotola è colma di ciò che non serve più. Un istante che spesso nasce dal dolore, dalla perdita, da una crisi inattesa, ma che ha il potere di cambiare per sempre il nostro modo di guardare al mondo.
Il significato profondo delle tre ciotole ruota allora attorno a un gesto semplice ma radicale: svuotare.
Svuotare ciò che è pieno per fare spazio a ciò che conta davvero.
Svuotare è generare un nuovo inizio.
È il gesto che ci permette di fare spazio a ciò che davvero merita di restare.
La vita cambia, e noi cambiamo con lei, se abbiamo il coraggio di lasciare andare il superfluo per accogliere l’essenziale.
Svuotare non è rinunciare.
È un atto di consapevolezza, di cura e di libertà. Significa scegliere.
Lasciare andare ciò che è superfluo, tossico o inutile per tornare ad abitare la propria vita con leggerezza e autenticità.
Significa creare spazio per l’essenziale: per le relazioni vere, per il tempo vissuto e non sprecato, per l’ascolto profondo di sé e degli altri.
Da quel momento in poi, tutto cambia: i gesti diventano più intenzionali, le parole più necessarie, i legami più profondi. Cambia il nostro modo di stare al mondo, perché non siamo più mossi dall’urgenza di trattenere tutto, ma scopriamo la capacità di custodire solo ciò che ha valore.
Tre Ciotole ci ricorda che la felicità non nasce dall’accumulo, ma dalla scelta consapevole. E che la nostra vita può rifiorire solo quando troviamo il coraggio di svuotarla.

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