Bisogna ricominciare il viaggio, sempre.

<Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.>

Ecco. Cosi inizia il cambiamento. Inizia quando ci scopriamo a dire “non c’è altro da vedere”. E sappiamo che non è vero. Sappiamo benissimo che l’orizzonte possiamo spostarlo sempre un pò oltre. Oltre la narrazione che facciamo a noi stessi del viaggio.

Se invece ci mettiamo in movimento, dopo esserci fermati, riprendiamo a vedere quello che non avevamo visto andando di corsa. Che non avevamo visto, perché non ci siamo soffermati. Non abbiamo soffermato la nostra attenzione.

Dobbiamo talvolta fermarci, per rimetterci in movimento. Tutti i viaggi hanno bisogno di una sosta per cercare la posizione sulla mappa e ritracciare la rotta.

Quando ci mettiamo sulla strada del cambiamento, avendo recuperato dentro di noi la direzione, rivediamo le cose già viste e le vediamo in altre prospettive. Un pò come quando prendiamo la lonely planet del luogo e scopriamo meraviglie che non avevamo visto quando eravamo nel luogo.

Fermarsi serve per rivedere le cose in altri colori. In altre sfumature.

Ed improvvisamente ci sembrano nuove. Invece sono solo messe a fuoco da un’altra inquadratura.

Il viaggio del cambiamento è fatto di piccoli passi. E di soste.

Impariamo allora a ritornare sui nostri passi, per ripeterli. E per tracciarvi a fianco nuovi cammini.

Impariamoci a fermarci, a sostare. Non è andando veloci e sempre perseguendo la stessa direzione, che si fanno passi in avanti.

Non è facile, significa sapere mettere da parte le nostre convinzioni e mettersi in ascolto.

Significa apprendere nuove cose. Oppure nuovi modi di vedere le stesse cose.

Solo così il viaggio del cambiamento non finisce mai.

<Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. >

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