La leggerezza della leadership

La Leggerezza è il concime ideale per preparare il terreno a generare idee.

Le idee creative nascono infatti dalla capacità di lasciare il campo delle nostre convinzioni ed attivare il pensiero laterale. La capacità di arredare la nostra mente di ‘leggerezza’, per planare su orizzonti nuovi.

La nostra capacità di visione delle cose viene confinata dentro ciò che conosciamo. Per innestare cambiamento, dobbiamo allora prima di tutto cambiare la geometria del nostro pensiero.

Il pensiero resiliente, ovvero quello ‘verticale’, è selettivo ed analitico. Procede sulla base di ragionamenti confermativi. Affronta il problema partendo dal problema e cercando le cause. Talvolta soffermandosi persino troppo sul problema, senza prendere quelle deviazioni necessarie per andare a generare la soluzione. Segue infatti un processo logico-sequenziale, ricercando le ‘prove’ a sostegno della nostra logica, ancorato alle nostre posizioni, chiudendoci nella nostra comfort zone. Il pensiero verticale si concentra sul passato e sul presente, ma non ha la capacità di proiettare lo sguardo sul futuro.

Per affrontare il cambiamento è invece necessario non più sovrapporre il presente al passato, ma essere capaci di proiettare il presente verso il futuro.

Il cambiamento necessita di un’osservazione agile, che esplora da diverse angolazioni, alla ricerca di una soluzione creativa che non ripercorra gli stessi schemi di sempre.

Il pensiero ‘laterale’, che sfugge all’ordine razionale e ‘protettivo’ delle posizioni sinora assunte, è quello del cambiamento, che si muove spostando il baricentro decisionale in avanti. Si nutre di creatività, e si muove in una dimensione libera da una configurazione predefinita.

Per rendere generative le nostre idee, abbiamo bisogno della connessione logico-intuitiva ma anche della capacità di generare nuove configurazioni.

Il vagare aperto e obliquo del pensiero creativo ci aiuta lavorare in maniera più orizzontale ad un’idea, alla risoluzione di un problema. Ci aiuta ad affrontare decisioni innestando il ‘superpotere’ che è l’intelligenza emotiva.

Attraverso il pensiero laterale moltiplichiamo le possibilità e le configurazioni, e diamo vita al cambiamento.

Ma per dare spazio al pensiero laterale abbiamo bisogno di ‘alleggerire’ le nostre convinzioni, di mollare quei pesi che ci tengono radicati al pensiero verticale.

La leadership deve sapere essere ‘leggera’. Perché l’autorevolezza si costruisce proprio su una calviniana leggerezza, su quella capacità di mollare a terra gli ormeggi e planare su nuovi orizzonti, come una mongolfiera, facendo intravedere le cose da nuove prospettive. E permettendo l’attivazione di quelle connessioni necessarie ad ampliare la visuale.

Quella leggerezza che dà spazio ai talenti e mette in moto intelligenza collettiva. Solo così la visione sarà davvero innovativa e collettiva e non la riproduzione dei propri convincimenti sui quali la leadership ‘pesante’ cerca di ricondurre tutto il team, impedendo proprio il cambiamento.

<Con leggerezza. Devi imparare a fare ogni cosa con leggerezza. Pensa con leggerezza, agisci con leggerezza, senti con leggerezza. Si, usa la leggerezza, anche quando il sentire è profondo. Lascia che le cose accadano con leggerezza, e con leggerezza affrontale. Dunque getta via il tuo bagaglio e procedi…> A. Huxley

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