Entusiasmo: avere un dio dentro di sé

Per Alberoni, <L’entusiasta è un infaticabile sognatore, un inventore di progetti, un creatore di strategie, che contagia gli altri con i suoi sogni. Non è cieco, non è incosciente. Sa che ci sono difficoltà, ostacoli talvolta insolubili. Sa che su dieci iniziative nove falliscono. Ma non si abbatte. Ricomincia da capo, si rinnova. La sua mente è fertile. Cerca continuamente strade, sentieri alternativi. É un creatore di possibilità.>

L’entusiasmo è la parte emotiva dei nostri pensieri, quella che ci fa guardare al futuro con atteggiamento costruttivo. E’ la leva che ci fa sentire in grado di raggiungere mete importanti. Che ci trasforma in creatori di possibilità.

La parola entusiasmo viene proprio dal greco (ἐνϑουσιασμός) che significa “essere ispirato”, avere un dio dentro di sé.

Avere la mente fertile e sempre allerta, alla ricerca di stare alternative.

Nell’uso comune esprime quel sentimento intenso di gioia, di desiderio ed ammirazione, ovvero di totale dedizione a una causa, a un ideale. Questo totale ‘assorbimento’ – se non indirizzato – rischia però di invalidare quel moto generativo che l’entusiasmo contiene in sé, quella carica motivazionale che costruisce cambiamento. L’entusiasmo va quindi alimentato e guidato.

L’entusiasmo è nella leadership elemento fondamentale, perché crea i contorni della visione, definisce la capacità di costruire la necessaria amalgama nel gruppo e proiettare in avanti l’intelligenza del collettivo.

L’entusiasmo porta in sé due fattori fondamentali di leadership che raramente vengono associati all’onda emotiva: la disciplina e la perseveranza. Solo quando siamo pervasi da entusiasmo, troviamo infatti la motivazione per diventare perseveranti, applicando metodo e rigore nel nostro progetto.

L’entusiasmo, unitamente ad impegno e apprendimento continuo, diventa allora capace di alimentare il lavoro efficace, riducendo lo stress e coltivando anzi l’Eustress, quello ‘stress’ positivo che dà la carica e attutisce la demotivazione.

In “La leadership di Confucio”, J. Adair dice che “l’entusiasmo è contagioso”. L’entusiasmo può quindi essere il collante di una squadra, il veicolo attraverso il quale ispirare gli altri e costruire la visione comune. Alla leadership tocca quindi il compito di costruire entusiasmo, risvegliando il talento del gruppo e indirizzandolo verso la mission del gruppo.

La leadership entusiasta sa visualizzare soluzioni dove altri vedono problemi, sa creare connessioni, sa trovare le risorse per affrontare quel cammino che separa l’obiettivo come lo immaginiamo e l’obiettivo come si realizza. La leadership entusiasta sa bene che dietro alla difficoltà è nascosta una lezione da cui imparare e generare nuove abilità.

Il cervello ha infatti bisogno di entusiasmarsi per costruire una forte base motivazionale che permetta di costruire le fondamenta alle sue aspettative.

Una persona con entusiasmo non vede mai un problema come un ostacolo; ma sempre come una tappa di apprendimento. Perché la prospettiva è in avanti, oltre il ‘temporaneo’ limite, sempre proiettatata in un orizzonte possibile.

Lavorare sull’entusiasmo significa allora costruire – in noi, ma soprattutto nel gruppo – un denotatore ai nemici del cambiamento, la paura, il dubbio o il pensiero negativo.

L’entusiasmo sviluppa quella ‘agilità emotiva’ necessaria alla leadership, per proiettare lo sguardo oltre il pensiero dominante, oltre l’evidenza delle cose ‘come sono’.

Per alimentare l’entusiasmo, bisogna però <credere>, cioè confidare nella possibilità che le cose si trasformino come le abbiamo disegnate nella nostra visione. Bisogna, cioè, “lasciare agire il dio che è in noi”. Lasciare quindi che l’entusiasmo ci trasformi. Che lavori sulla nostra volontà.

Volere è potere. Nella realizzazione dei nostri obiettivi, la volontà non sarà mai potente quanto il piacere. Se vogliamo davvero costruire qualcosa, dobbiamo allora prima sbloccare quell’energia emotiva che ci fa mettere in cammino. Con uno zaino ben attrezzato a superare gli ostacoli che sono parte stessa del cammino.

L’arma più potente sulla terra è l’animo umano in preda all’entusiasmo.
(Ferdinand Foch)

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