L’efficacia di una leadership va valutata in termini di generatività, ovvero nella capacità di impatto positivo che ha sulla struttura, riuscendo a dar vita a quei processi di crescita che sono la cartina di tornasole della vitalità di un’organizzazione.
Tra i compiti della leadership vi è difatti quello di sapere ‘tirar fuori’ i talenti e costruire i ‘punti di sfida’ della squadra (https://cleolicalzi.it/2021/01/21/lallenatore-che-fa-la-differenza-in-campo/).
Motivare il gruppo a sfidare il pensiero dominante per intraprendere strade nuove, rompere gli schemi, scardinare le abitudini limitanti, per andare oltre a quello che si è già visto e fatto.
La leadership è un estrattore di talenti che si mette in ascolto per individuare le potenzialità dei propri collaboratori, per valorizzare ed elevare le aspettative di ognuno di loro, aiutandoli a crescere professionalmente, a sviluppare il loro talento, lavorando sul senso di squadra e favorendo la nascita di idee innovative (https://cleolicalzi.it/2022/03/02/che-cose-il-talento/).
Innovare per generare nuovo valore. Che significa costruire una storia nuova, che parta proprio dalla consapevolezza dei cicli che scandiscono ogni organizzazione. Innova chi sa riconoscere il momento che chiude un ciclo per fare spazio al nuovo (https://cleolicalzi.it/2021/04/20/ribaltare-il-pensiero-ordinario/).
La leadership costruisce valore proprio lavorando sugli ‘elementi di rottura’ che aprono spazi all’innovazione. Attenta a favorire il rigenerarsi a partire anche dalla propria leadership.
Per scovare nuove leadership nascoste serve attivare i sensi ed essere <esploratore> (https://cleolicalzi.it/2023/05/09/4394/).
Essere agili ed avere capacità di intuizione delle cose che possono accadere. Come l’apache che poggiava l’orecchio al terreno per sentire l’arrivo della mandria, la leadership ascolta il gruppo per leggere le dinamiche di cambiamento in atto.
Per questo, la leadership deve essere in grado di costituire gruppi di lavoro non solo efficienti ma efficaci, capaci cioè di lavorare connessi, in sinergia, stimolando il potere dell’intelligenza collettiva.
Se un’idea appartiene ad uno solo non sarà mai un’idea generativa <di valore>; solo se diventa patrimonio come del gruppo potrà tradursi in un progetto e realizzarsi.
<Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire> diceva Voltaire. E vale per i sistemi organizzati dove le idee devono essere fertilizzante per battaglie comuni. Devono diventare il collante del gruppo.
La leadership usa, laddove necessario, anche le arti della maieutica per individuare le opportunità migliori, valorizzando le iniziative individuali, evitando la tendenza al conflitto divergente, quello che nasce da conclusioni pregiudiziali.
Agisce responsabilizzando ciascuno a fare la propria parte con impegno, e favorendo quelle dinamiche che mettono in circolo entusiasmo e passione per il proprio lavoro.
Per riuscirvi, la leadership deve prima di tutto essere <affidabile>.Deve essere in grado di assomigliare alle parole che dice. Fare promesse solo se ha la capacità di mantenerle (https://cleolicalzi.it/2021/07/05/walk-the-talk/).
Deve poi fare in modo che questo atteggiamento venga accolto e fatto proprio da tutto il gruppo, diventando patrimonio comune. Trasmettendo al gruppo quel ‘sacro fuoco’ che è l’entusiasmo (https://cleolicalzi.it/2021/06/19/entusiasmo-avere-un-dio-dentro-di-se/).