Futuro, lo spazio del possibile

Il futuro è lo spazio che ancora non ha avuto luogo, dove è ciò che non è ancora accaduto. E’ lo spazio del possibile, del divenire.

E’ lo spazio in cui si lascia andare il passato per potere generare il nuovo (https://cleolicalzi.it/2022/05/14/generare-ovvero-saper-lasciare-andare/).

E’ una parola che allarga i confini del pensiero e li proietta oltre l’orizzonte, ma che non per questo deve essere ‘postergata’. Deve invece essere vissuta nel presente con l’intensità e la predisposizione del viaggio.

Deve invece deve appartenere alle modalità di pensare ed agire presenti.

Perché è nel presente che si costruisce la possibilità al futuro di accadere.

Pensare al futuro, dilata gli spazi del presente, e apre la possibilità di costruire un tempo che non è più solo il susseguirsi di impegni – come è il tempo lineare, kronos, scandito da agende ed orologi – ma diventa Kairos, un tempo di qualità dove si costruiscono le basi per <far accadere il futuro> (https://cleolicalzi.it/2020/08/19/tempo-circolare/).

Futuro è un invito a sognare il futuro, a immaginare come dovrebbe essere e a impegnarsi per farlo accedere.

Significa leggere il tempo che stiamo vivendo, con l’esortazione a levare lo sguardo dal presente verso il domani, accolto non come un destino da subire ma sempre come il possibile da fare accadere.

Significa scegliere di puntare sui nostri talenti come strumento di continua crescita.

Costruire il futuro vuol dire tenere insieme una visione capace di abbracciare la vastità e la complessità dell’oggi, ed allo stesso tempo riconoscere e dare il giusto valore ai piccoli gesti della quotidianità, lavorando sulla consapevolezza.

Perché il futuro lo si costruisce a piccoli passi, in un cammino spesso periglioso ma nel quale cresciamo e ci ri-generiamo continuamente.

Lo sguardo d’insieme ed il particolare sono piani solo apparentemente fuori scala tra loro, ma in una prospettiva di futuro diventano strettamente complementari.

Tenerli insieme non è solo possibile, ma è soprattutto necessario. E’ questo infatti il modo con cui opera la leadership generativa, misurando la visione con le possibilità concrete, mettendo in equilibrio i limiti con i sogni, crescendo negli errori, e soprattutto lavorando sull’imperfezionismo e sul talento (https://cleolicalzi.it/2022/03/02/che-cose-il-talento/).

Avendo cura ed attenzione a chi è più vulnerabile e guardando alle cose con il <mindset dinamico> cioè con una mentalità dinamica che guarda sempre al futuro, e non statica sul passato. Una mentalità che sa bene che le basi del futuro sono ben radicate nel valore che diamo al presente.

E’ il senso della leadership generativa. Che mette le Persone sempre al centro, che punta alla valorizzazione delle imperfezioni, al saper trarre insegnamento dai fallimenti, alla capacità di trasformare un limite in una forza, alla capacità di una visione che dall’oggi si proietta al domani.

Gli strumenti che la leadership mette in campo <per generare> sono la pazienza, la generosità e soprattutto l’umiltà, che non significa bassa autostima ma valorizzazione delle proprie fragilità, che diventano pietre di inciampo per la crescita (https://cleolicalzi.it/2021/06/04/pazienza-gentilezza-umilta-la-forza-della-leadership/).

La leadership parla al plurale e coniuga verbi al futuro. E costruisce le tappe di un viaggio che si arricchisce ad ogni tappa. Perchè è così che si costruisce futuro, inciampo per inciampo. Stando sempre in cammino, perché è camminando, che si risolve (https://cleolicalzi.it/2021/04/01/camminando-si-risolve/).

<Viaggiare significa vivere in tutta la pienezza del termine; è dimenticare il passato e l’avvenire per il presente; è respirare completamente, godere di tutto, impadronirsi della creazione come di una cosa che ti appartiene, è cercare nella terra miniere d’oro che nessuno ha scavato, nell’aria meraviglie che nessuno ha visto, è passare accanto alla folla e raccogliere nell’erba le perle e i diamanti che essa, ignorante e distratta, ha scambiato per fiocchi di neve e gocce di rugiada.> Alexandre Dumas, Il Conte di Montecristo

Lascia un commento